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Posts Tagged ‘presentazione’

Sapevate che Napoleone (sì proprio lui!!) aveva anche scritto un romanzo??
Bene, i nostri amici di Laurana Editore hanno ripubblicato questo romanzo “Clisson ed Eugénie – Romanzo d’amore e di guerra” e insieme lo presentiamo
giovedì 9 ottobre alle ore 21 al (nuovo) Caffè letterario presso la Biblioteca di Lodi (ingresso da via Fanfulla, 3).
Parteciperà lo scrittore Gabriele Dadati, curatore della pubblicazione e vecchio amico di Adelante!,
Ah, l’autore, sebbene molto impegnato, ha promesso che farà di tutto per essere presente! 😉
Info sul libro sul sito di Laurana: “Napoleone è il più grande statista dell’Europa moderna. Mai prima di lui il destino di un intero continente era coinciso con quello di un solo uomo. Mai sarebbe successo in seguito.
Ma il Napoleone di Clisson ed Eugénie è tutt’altro dal personaggio pubblico: acuto, dolente, meditabondo, si rivela un narratore che se non fosse stato reclamato dal campo di battaglia avrebbe forse dato ottimi romanzi alla Francia di inizio Ottocento. L’amore raccontato da lui è infatti pieno di contrasti, le psicologie dei suoi personaggi sono vivide e reali, la felicità è inesorabilmente inquinata dal torbido del disastro che si prepara. E che poi arriva.
Ogni lettore si raccolga di fronte a queste pagine come di fronte a una scoperta. Immagini l’autore che si ritira dallo scontro, leva lo sguardo dall’orrore della guerra e lo volge verso l’abisso più profondo: se stesso.

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KM 158. – JABIL. LA FABBRICA DIMENTICATA di Alessandro Braga
VENERDI’ 21 GIUGNO, ORE 21 – CASA DEL POPOLO – VIA SELVAGRECA LODI
CON LA PRESENZA DELL’AUTORE – Parte del ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto al presidio degli operai

Alessandro Braga è giornalista di Radio Popolare.
Km 158. Alla Jabil sono ancora tutti dentro. Nessuno ha il coraggio di tornare a casa, perché potrebbe essere l’ultima volta che si torna a casa dopo il lavoro. Perché il lavoro non c’è più. Operai ai confini della dignità umana con un presente uguale a molti altri: a Cassina de’ Pecchi, in provincia di Milano; all’Ilva di Taranto; tra i minatori del Sulcis; al fianco dei braccianti della Puglia. Carne da macello, pronta ad essere sacrificata sul tavolo del miglior offerente che chiamerà questo enorme mercato all’ingrosso in un solo modo: crisi economica. L’eccellenza dell’hi-tech italiano è alle strette. Una morsa senza pari stringe i dipendenti della Jabil, in presidio fuori la fabbrica da ormai due anni. Chiedono solo di poter lavorare. Non ci saranno vie d’uscita semplici. Non si accetteranno condizioni al ribasso. Quando non si ha più nulla da perdere, si è disposti a perdere tutto”.

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“PICCOLO TESTAMENTO” A LODI
LUOGO, UN APPARTAMENTO
GIOVEDI’ 27 OTTOBRE ORE 21,15

Per partecipare scrivete a info@adelantelodi.org

Piccolo testamento” è un romanzo dolente e intimo, che si svolge tutto nell’arco di una notte e ha come ambientazione le stanze di un appartamento. Il protagonista, tra l’altro, somiglia un bel po’ a Gabriele Dadati, che di “Piccolo testamento” è autore. Per questi motivi – il breve arco temporale, l’ambientazione ristretta, il profilo dell’io narrante – s’è pensato di evitare le tradizionali presentazioni nelle librerie, ma di… organizzare una specie di pellegrinaggio nelle case dei lettori, che accogliendo romanzo e romanziere è come se vedessero attorno a loro dipanarsi la storia nascosta nelle pagine.

IL ROMANZO

Nell’arco di una lunga notte,
la storia di una grande amicizia.

In un’afosa notte di giugno un giovane di neanche trent’anni si sveglia, si alza dal letto nel quale giace una ragazza che non ama ed esce sul terrazzino a fumare. Ripensa a Vittorio, intellettuale cinquantenne, uomo curioso e rigoroso, amabile e solitario, morto un mese prima: un tumore al cervello gli ha mangiato il corpo, la libertà, la parola. Il giovane era diventato, non per obbligo scolastico ma per elezione, il suo allievo. Quasi il figlio adottivo. E la morte del padre adottivo ha fatto coagulare in lui le sostanze più preziose dell’insegnamento ricevuto: la passione argomentativa, la disponibilità, il sentimento di essere custode di un bene.
Questo si racconta in Piccolo testamento, romanzo intessuto di esperienza vera. La storia di un’educazione, di una perdita e di un’eredità. Una storia molto personale, certo, ma anche un capitolo di storia di questa Italia che va in disfacimento, e forse morirà, senza lasciare ai propri figli un’eredità precisa: un’educazione al lavoro del pensiero, un gusto per la bellezza, un desiderio di nitidezza, una capacità di dire sì e di dire no. Il giovane è uno di quei figli d’Italia che, grazie al gioco del caso e al proprio merito, quell’eredità è riuscito a conquistarsela, accettando insieme la responsabilità che ne consegue.
Da anni non si leggeva un romanzo così corporale e insieme così intellettuale. Così privato e insieme così pubblico, civile.

L’AUTORE

(Piacenza, 1982) ha pubblicato Sorvegliato dai fantasmi (peQuod, 2006; Barbera, 2008), premio Dante Graziosi e finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Il libro nero del mondo (Gaffi, 2009). Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto Scritturegiovani di Festivaletteratura di Mantova. Collabora con Booksweb.tv e scrive su “Libertà”. E’ consulente ed editor per Laurana editore.

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Martedì 5 luglio 2011 –  ore 21.15
presso Casa del Popolo, via Selvagreca – Lodi

Associazione culturale Adelante!, Casa del Popolo, Libreria Sommaruga

presentano

ECLISSE DELLA DEMOCRAZIA
di Lorenzo Guadagnucci e Vittorio Agnoletto
editore Feltrinelli
Sarà presente VITTORIO AGNOLETTO

 

DIBATTITO PUBBLICO/INGRESSO LIBERO

 

Vittorio Agnoletto, all’epoca portavoce del Genoa social forum, e Lorenzo Guadagnucci, giornalista che si trovava nella scuola Diaz al momento del sanguinoso blitz, ripercorrono le giornate del luglio 2001 e portano alla luce, anche grazie al contributo di “voci” interne agli apparati dello stato, i tentativi di bloccare le inchieste, di condizionare i testimoni, di screditare gli inquirenti e indirizzare i processi. Enrico Zucca, pm al processo sui fatti della Diaz, per la prima volta racconta i retroscena dell’inchiesta più delicata ed esplosiva. Il bilancio del G8 di Genova, per la nostra democrazia, è impietoso: nel luglio 2001 vi è stata una caduta di legalità costituzionale, mai più sanata. Un ragazzo di 23 anni, Carlo Giuliani, è stato ucciso in piazza. Alimonda da un carabiniere. Alla scuola Diaz una perquisizione si è manifestata con i segni della mattanza, con pestaggi sistematici e l’arresto di 93 persone sulla base di prove false. Nella caserma di polizia di Bolzaneto si è praticata la tortura. Le inchieste della magistratura hanno portato alla condanna in secondo grado di decine di agenti, funzionari e dirigenti delle forze dell’ordine, inclusi i massimi vertici della polizia di stato e dei servizi segreti. Sono esiti giudiziari clamorosi, senza precedenti. Eppure tutti i condannati, svergognati da ricostruzioni dei fatti rigorose, sono rimasti al loro posto, con l’avallo dell’intero arco politico parlamentare. Il tragico luglio genovese del 2001 ha lasciato una pericolosa ferita aperta nella società italiana e nelle sue istituzioni. In questo libro si racconta il volto autentico (finora nascosto) del G8 di Genova e la sua eredità: un tracollo dei valori democratici, ma anche una proposta culturale e politica che resta vitale. Un racconto vero, non un romanzo. Il finale è ancora da scrivere, e riguarda tutti.

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