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MARTEDÌ 27 OTTOBRE  ORE 20.30

presso il cinema Moderno di Lodi

proiezione del film-documentario

“COME UN UOMO SULLA TERRA”

di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer.

Sarà presente il regista

Nel racconto basato su storie reali, un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer (Dag) riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste. Il film narra cosa si nasconde dietro gli accordi tra Italia e Libia, dando voce al coraggio dei migranti africani.

“E’ la ricerca di uno spazio di dignità – illustra Andrea Segre, co-autore del documentario presente martedì alla proiezione – che mi ha mosso a fare questo film. Ma non per i migranti. Per me: per me come cittadino italiano, come cittadino, come uomo”.

Apparentemente “povero” di mezzi, costituito perlopiù dalle testimonianze di reduci dall’inferno dell’immigrazione, il film riesce a incantare come solo un racconto orale potrebbe fare.

Il coro di voci che si alternano, maschili e femminili, riesce a ricreare l’inizio di un mosaico spalancato sulla barbarie. Solo l’inizio, perché oltre un certo orrore non si può andare ed è lecito solo il silenzio; ma tanto basta.

Un minimo di antefatto: Dag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in  una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di arresti indiscriminati e deportazioni disumane.

Sopravvissuto alla trappola libica, Dag riesce ad arrivare via mare in Italia, a Roma.

Vi dico solo una cosa – ha detto Dagmawi Yimer a tutti coloro che hanno collaborato alla produzione –: che sono talmente soddisfatto, fiero, fiero personalmente e mi sento un grande sollievo per quanto riguarda il contribuito che ho fatto per quei miei amici che stanno ancora nei guai. Sono anche libero (innocente storicamente). Non so se mi avete capito bene. Mi disturbava dentro di me una voce che mi accusa colpevole e adesso con tutto il vostro lavoro ,la vostra volontà e dedizione non c’è più quella voce.

Sono anche libero e innocente come un uomo sulla terra. Per me questa è la giustizia: dare voce a quelli che non hanno il potere”.

La proiezione è organizzata da una piattaforma di 25 enti e associazioni del Lodigiano:

Adelante!, Amici del Marajò, Amici di Serena, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – comitato provinciale del Lodigiano, Caritas Lodigiana, Casa del Popolo, Casa dell’accoglienza “Don Luigi Savaré”, Casa dell’accoglienza “Rosa Gattorno”, Casa della Giovane “Angela Clerici”, Casa di accoglienza femminile “San Giacomo”, Centro Missionario Diocesano – Lodi, Circoscrizione Locale dei Soci di Banca Etica, Coordinamento Genitori Democratici – Lodi, Emergency – Lodi, Laboratorio per la città, Lodi per Mostar onlus, LodiMondo, Loscarcere, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale – Diocesi di Lodi, Pierre – lotta all’esclusione sociale, Punto Informativo Finanza Etica – PIFE, Rete di Lilliput – nodo di Lodi, Tam Tam d’Afrique, Tuttoilmondo, Ufficio di Pastorale Giovanile – Lodi.

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Da giovedì 23 ottobre a lunedì 27 ottobre 2008
Portici del Broletto – Lodi
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

La mostra è un’installazione, realizzata dalle ong Chiama l’Africa (www.chiamafrica.it) e Cipsi (www.cipsi.it), di sagome a grandezza naturale di una settantina di uomini, donne, anziani e bambini dell’Africa fotografati in momenti di vita quotidiana. Si tratta di persone reali di varia estrazione sociale – la madre di famiglia con la borsa della spesa, l’operaio edile immigrato in Italia, l’universitaria e il giornalista, la bimba delle scuole elementari e un pescatore – attive nella società civile africana e italiana. In mezzo alle sagome di persone africane alcune saranno autospecchianti, in modo che chi cammina per la piazza si senta parte di questo vivace spaccato di umanità.
La mostra, che sta facendo il giro delle piazze italiane, sarà allestita nella zona di piazza Broletto, così da attirare i passanti e far conoscere un’Africa positiva, vitale che non sia solo guerre, fame e povertà, ma invece un continente vivo fatto di gente ricca di valori e di dignità.
La mostra è un evento nell’ambito della Campagna “Africa c’è” promosso dal CIPSI e CHIAMA L’AFRICA, cofinanziato dal Ministero degli Affari esteri.
Fa parte dell’installazione anche una “casa africana” nella quale è possibile interagire con un programma interattivo e visionare un video. La casa è anche lo spazio ove ci si interfaccia con il pubblico per eventuali spiegazioni.

Guarda le foto delle installazioni realizzate in altre piazze d’Italia: clicca qui

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