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Archive for the ‘Rassegna stampa’ Category

Lo spettacolo teatrale “Working class zero” sarà in scena domani al Centro di Partecipazione Giovanile (Ex Linificio) a Lodi.
Oggi sul Cittadino e anche sul sito della rivista Walk on Job!!

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Da Il Cittadino di oggi: un bell’articolo sulla serata di domani “VISIONI PRECARIE: cortometraggi e dibattito su precarietà” alle ore 21 presso la Sala Barbieri&Bosoni – Camera del Lavoro di Lodi – CGIL, Via Lodivecchio 31, Lodi.

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COMUNICATO STAMPA
IL 3 OTTOBRE FINALMENTE IN SCENA A LODI
LO SPETTACOLO SULLA SCALATA ANTONVENTA

Le associazione del Lodigiano che in questi mesi, insieme a Giulio Cavalli, hanno sostenuto la messa in scena a Lodi dello spettacolo di Eugenio De’ Giorgi “Previsioni meteo: diluvio universale – the rise and fall of Gianpy” esprimono soddisfazione per aver ottenuto dal Comune la disponibilità a garantire un luogo pubblico dove poter rappresentare lo spettacolo.
Riteniamo tale risultato particolarmente importante, soprattutto considerando i tentativi (di cui la stampa, anche quella nazionale, ha dato ampio conto) da parte dei rappresentati legali di Gianpiero Fiorani di impedire al pubblico lodigiano di assistere liberamente ad uno spettacolo che vuole fare informazione su una vicenda che ha toccato direttamente la nostra città e sulla quale c’è stato fin troppo silenzio.
Ci auguriamo che da qui al 3 ottobre, data in cui è stato fissato lo spettacolo, non vi saranno altri tentativi di bloccarne la messa in scena. Noi in ogni caso andremo avanti con la stessa determinazione dimostrata finora.
Desideriamo, infine, ringraziare tutte le associazioni, le forze sociali, i sindacati, i partiti ed, in particolare, i 965 firmatari dell’appello pubblicato sul sito http://www.firmiamo.it/popolaredilodialodi che, con la loro partecipazione e il loro sostegno, hanno dimostrato il desiderio di essere informati e hanno manifestato la volontà di difendere tale diritto.
Grazie!

Associazione culturale Adelante!, Associazione culturale Bottega dei Mestieri Teatrali – Teatro Nebiolo, Associazione culturale Casa del Popolo, Centro Documentazione Teatro Civile, Circoscrizione locale dei soci di Banca Etica della provincia di Lodi, Laboratorio per la Città, Legambiente Lodi, Punto Informativo Finanza Etica, Rete Lilliput-Nodo di Lodi.

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Ci teniamo a precisare che, anche se non siamo citati in questo articolo, siamo tra i principali promotori  dell’iniziativa. Da anni organizziamo la tappa della Carovana Antimafia a Lodi.

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L’edizione 2008 della tappa lodigiana partirà da Casale e prevede anche una lettura pubblica del libro “Gomorra” di Saviano
Da Casalmaiocco uno schiaffo ai boss
Presentata la Carovana antimafia nel locale confiscato alle cosche

Casalmaiocco Parte idealmente da Casalmaicco il messaggio contro tutte le mafie. Qui si trova infatti l’unico immobile di tutta la provincia di Lodi che è stato confiscato alle cosche. Si tratta di un bilocale, collocato a pianoterra che l’amministrazione comunale ha adibito a sede della Pro Loco, dopo l’esecuzione del provvedimento giudiziale e l’assegnazione da parte del demanio. Un simbolo del contrasto alla malavita organizzata che verrà richiamato nel corso dell’edizione 2008 della Carovana Antimafia. Un appuntamento che farà tappa nel territorio a partire da questa mattina a Casale e si concluderà il 6 dicembre in piazza Broletto. Tanti i promotori dell’evento, a cominciare dall’associazione Libera, comune di Lodi, provincia, Progetto immagine e Arci di Lodi e San Fiorano (oltre a diversi sponsor).Un percorso che si aprirà all’istituto Cesaris di Casale dove è stato invitato a parlare con gli studenti Alfonso Sabella per anni magistrato inquirente a Palermo. Nel pomeriggio è poi previsto un incontro aperto alla cittadinanza, all’interno della biblioteca comunale (ore 16). Il secondo momento è fissato per mercoledì 3 dicembre, quando si terranno proiezioni di film, riflessioni sulla legalità e seminari di riflessione. Si comincerà al mattino presso la scuola elementare Don Gnocchi, con alcuni volontari che mediante la letteratura spiegheranno la mafia ai più piccoli. Sono previsti poi momenti di approfondimento e discussione al liceo Novello di Codogno e all’Itis Volta di Lodi, mentre al liceo scientifico saranno attivati specifici laboratori tematici con alcuni personaggi del territorio.Sempre nel capoluogo, si terrà quindi un pranzo definito della legalità presso il Circolo Arci Ghezzi, con i prodotti di Libera. Alle 16 è prevista la proiezione in carcere del film “Placido Rizzotto” e alla sera (alle 20) si terrà una cena a San Fiorano presso il circolo IncontArci. «Per realizzare questi incontri, notevole è stato lo sforzo organizzativo, un lavoro che è stato portato avanti con le scuole e con i cittadini – hanno spiegato l’assessore alla cultura del comune di Lodi, Andrea Ferrari e l’assessore all’istruzione in provincia, Isa Veluti -, l’obiettivo è quello di far sapere che la mafia non riguarda solo il Mezzogiorno d’Italia, ma come si vede dai beni confiscati alla mafia anche il Lodigiano».Il programma continuerà alla sera del 3, presso la sala dei comuni della provincia di Lodi, alla presenza della vedova Grassi, Pina Maisano Grassi, il giornalista Gianni Barbacetto, l’ex componente del pool antimafia Giuseppe Di Lello e Luigi Lusenti dell’ufficio di presidenza di Arci Lombardia. Infine il 6 dicembre ci sarà la lettura di alcuni brani del libro Gomorra di Roberto Saviano, in collaborazione con l’associazione Fabularia e il sistema bibliotecario Lodigiano. E dal 4 al 14 dicembre aprirà presso la sede del gruppo fotografico di progetto immagine, in via Vistarini, una mostra firmata da Letizia Battaglia che sarà presente all’inaugurazione. Alla presentazione del lungo calendario della manifestazione erano presenti i molti volontari delle associazioni promotrici, il sindaco di Casalmaiocco Pietro Segalini e i vari organizzatori. Matteo Brunello
Il Cittadino 29.11.2008

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la presentazione
Fari sull’ecomafia nel giallo “civile” di Piero Colaprico
Da sinistra Diego Tavazzi, Piero Colaprico, Michele Merola e Sergio Cannavò.

Da sinistra Diego Tavazzi, Piero Colaprico, Michele Merola e Sergio Cannavò.

Un uomo elegante ritrovato nei pressi di San Siro, coperto di sangue non suo. E poi le indagini partite dalle intuizioni del maresciallo Binda e dall’ispettore Bagni che vanno a scavare nel marcio dell’eco-mafia. Parla di questo L’uomo cannone, il noir dello scrittore e giornalista di «Repubblica» Piero Colaprico, pubblicato nella collana VerdeNero della casa editrice Edizioni ambiente, presentato giovedì all’Archivio storico di via Fissiraga, nella serata organizzata dall’associazione culturale Adelante!. L’idea della piccola casa editrice, nota per le pubblicazioni specialistiche in materia ambientale, nasce dalla collaborazione con Legambiente che stende da anni un rapporto sulle eco-mafie, termine con cui si delineano i reati di criminalità ambientale. «Questo è un episodio come tanti, una storia che si incontra spesso nelle grandi città – ha aggiunto Colaprico – ; da questo episodio vicino alla realtà ho costruito una storia che si snoda a metà tra realtà e invenzione. Ci sono due tipi di luoghi, quelli in cui si pianificano i traffici, che vanno da Milano a Bonn a Lugano, e quelli in cui quei traffici trovano uno spazio fisico dove concretizzarsi, che io ho visualizzato in Chisimaio, una località della Somalia, che è una sorta di buco nero in cui questi rifiuti spariscono e vengono inghiottiti, luoghi difficili in cui i paesi occidentali riescono sempre a fare buoni affari».
Una modalità narrativa che ha accomunato diversi autori, quelli che Colaprico ha definito «la gang del noir», da Giancarlo De Cataldo, a Carlo Lucarelli, a Wu Ming, a Loriano Macchiavelli, a Tullio Avoledo, tutti con la stessa voglia di mettere la propria arte e i propri personaggi a servizio della conoscenza di una causa spesso dimenticata. «Con la collaborazione di Legambiente e il primo rapporto eco-mafie ci siamo resi conto che all’interno di questo progetto c’erano delle storie che valeva la pena raccontare – ha spiegato Diego Tavazzi, coordinatore della collana VerdeNero – e così abbiamo chiesto ad alcuni degli autori di gialli e di noir più celebri in Italia di confrontarsi con queste storie, facendo nascere qualcosa di nuovo con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alle tematiche della criminalità ambientale». Uno studio sistematico quello del rapporto eco-mafia, steso con la collaborazione di forze dell’ordine, istituzioni, capitanerie di porto, magistratura, in cui si traccia una mappa di tutti i reati compiuti nell’anno contro il patrimonio ambientale, come l’operazione Gerione che ha interessato il territorio lodigiano. «Grazie a operazioni come quella di Edizioni Ambiente, oggi è possibile partire di queste tematiche – ha spiegato Sergio Cannavò di Legambiente – ; forse non arriveremo ad avere una serie televisiva sui Noe, il nucleo operativo ecologico dei carabinieri, come esiste quella sui Ris, ma sicuramente molte più persone sanno di cosa stiamo parlando. Qualcuno pensa ancora che questo non sia un problema che ci riguarda da vicino, in realtà se parliamo di numeri, scopriamo che il 50 per cento dei reati ambientali hanno a che fare con la Lombardia». Rossella Mungiello

Il Cittadino, 01.11.2008

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Un popolo di cartone sotto il Broletto: è l’altra Africa raccontata da Adelante!

Esiste anche un’Africa vitale, positiva, che guarda con ottimismo al futuro, lontana dai cliché abusati di continente martoriato da fame, povertà e guerra. E soprattutto un’Africa fatta di persone, siano studenti, madri di famiglia, operai, insegnanti, che ogni giorno lavorano e combattono per vedere riconosciuta la propria dignità. Una dignità ben visibile nella suggestiva mostra-installazione curata dall’associazione Adelante! che fino a stasera rimarrà aperta al pubblico sotto i portici piazza Broletto. “Persone: Africa, società civile e cambiamento”, questo il titolo della kermesse, presenta oltre 30 sagome a grandezza naturale di persone provenienti dai Paesi di tutto il continente, simboli dei cambiamenti che l’Africa sta attraversando. Gente comune che si sta organizzando dal basso, per resistere alla difficoltà, per superare i drammi, per progettare un’altra Africa che vuole uscire dallo sfruttamento economico della grandi potenze. La mostra, che sta facendo il giro delle piazza italiane, è un evento nell’ambito della Campagna “Africa c’è” promosso dal Cipsi e Chiama l’Africa, cofinanziato dal Ministero degli Affari esteri. Anche a Lodi l’installazione ha riscosso un buon successo di pubblico: moltissime infatti le persone che attraversando il centro storico si sono fermate ad ammirare le sagome, mettendosi in relazione e in comunicazione con un altro mondo che, malgrado gli stereotipi, è sempre più vicino al nostro.

Il Cittadino 27.10.2008

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García Villas, una vita con gli ultimi

Adelante! compie 10 anni e li festeggia con una fitta serie di iniziative culturali nel segno dell’impegno e della denuncia. Si va dalla mostra per immagini dedicata all’Africa – apertasi ieri in Broletto -, fino alla retrospettiva sui disastri ambientali degli ultimi trent’anni opera del fotografo Roberto Caccuri (dal 25 ottobre al 4 novembre presso la Biblioteca Laudense). Ad aprire la rassegna è stata, sempre in biblioteca, la mostra fotografica dal titolo Con la voce e con la penna, di Marianella García Villas, inauguratasi venerdì scorso con un intervento dell’assessore comunale Simone Uggetti. Chiara Forneris, direttrice del progetto, ha ripercorso la biografia di Marianella Garcìa Villas, una donna, che con la sua intensa attività di resistenza durante la guerra civile in Salvador (1979 -1992), ha speso tutta la vita per la salvaguardia e l’affermazione dei diritti umani. Collabpratrice di monsignor Romero, la Villas militò prima nell’Azione cattolica universitaria e poi nel Partito democratico, con il quale riuscì a entrare in Parlamento, restandovi solo due anni, dal ’74 al ’76. Continuò quindi a denunciare i soprusi e i massacri commessi nel paese durante il suo successivo lavoro presso la Commissione per i diritti umani, di cui era presidente. La guerra civile in Salvador è stata causa di numerose vittime, innumerevoli sono stati gli omicidi di massa e la Villas, aiutata dalla popolazione cui dava voce, si è impegnata a favore di una lotta “non violenta”, non solo mostrando al resto del mondo le foto degli efferati massacri compiuti, ma anche ricomponendo lei stessa i cadaveri straziati. Il suo intento era di ridare dignità umana a quei cadaveri schiacciati anche nella morte e fare in modo che la lotta per il diritto alla vita fosse di primaria importanza. Proprio per questo suo militante e ingombrante impegno nel ’83 fu catturata dei militari salvadoregni, torturata e uccisa; il suo cadavere venne poi gettato in una fossa comune. Una volta ritrovato fu esposto in una camera ardente, dove ingente fu l’afflusso delle persone che vennero a porgerle l’ultimo affettuoso saluto. Di duro impatto, le immagini esposte trasmettono senza filtri la barbarie della guerra e si fanno portatrici del messaggio di resistenza e dell’intensa forza d’animo che la Villas ha avuto nel documentare le violenze del regime. La mostra, che si propone anche di ricordare il 25esimo anniversario della morte di Marianella, è stata promossa dalla Fondazione Internazionale Lelio Basso, promotrice della nascita del Tribunale permanente dei popoli, un Tribunale d’opinione che ha dato una grossa spinta alla creazione della Corte penale internazionale. La mostra chiude nel fine settimana ed è visitabile ancora oggi dalle 14 alle 18.30 sabato dalle 8.30 alle 12.30.

 

Il Cittadino 24.10.2008

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