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Archive for the ‘Il lavoro mobilita l’uomo’ Category

Il quarto film del cineforum sul lavoro, inserito nella rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo”. In questo film siamo protagonisti anche noi lodigiani!
Un film ispirato alla vicenda del crack Parmalat in cui è stato coinvolta anche la Banca Popolare di Lodi e il suo ex presidente Fiorani.

MARTEDI’ 24 MAGGIO 2011
Il gioiellino

Un film di Andrea Molaioli. Con Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale, Fausto Maria Sciarappa. Drammatico, durata 110 min. – Italia, Francia 2011

La Leda è una delle maggiori aziende agro-alimentari del Paese: ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori. Quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia – malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che il mercato richiede a Leda. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite. La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.

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Il terzo film del cineforum sul lavoro, inserito nella rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo”, organizzato in collaborazione con l’Associazione della Cisl Lodigiana Mario Miretta – ONLUS.

MARTEDI’ 17 MAGGIO 2011
I lunedì al sole

Un film di Fernando León de Aranoa. Con Javier Bardem, Luis Tosar, José Ángel Egido, Nieve de Medina Titolo originale Los lunes al sol. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 115 min. – Francia, Spagna, Italia 2002.

Spagna, una città del nord che deve fronteggiare i problemi della crisi industriale. Santa, Josè, Lino, Reina, Amador, Serguei: amici da sempre, che dopo aver perso il lavoro ai cantieri navali, consumano i giorni tra bevute al bar, discorsi filosofici, e improbabili ricerche di nuove occupazioni. Fra le malinconie di un futuro difficile e le gioie momentanee che scrosciano all’improvviso. Sempre pronti a non dimenticare l’unico bene prezioso che è rimasto loro: la dignità. Investito da un diluvio di Premi Goya (l’equivalente spagnolo dei nostri David), il film è una godibile commedia che si avvale di una scrittura sapiente e, soprattutto, di una recitazione magistrale di tutti gli attori, in special modo di Bardem, giunto ormai ad una fantastica maturità espressiva. Posizionandosi fra il Loach meno manicheo (quello di Piovono pietre e Riff raff, per intenderci) ed il Kaurismaki più solare, de Aranoa confeziona un piccolo capolavoro: commuove senza indisporre, fa riflettere senza essere saccente, e talora trova anche il tempo di farci divertire.

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Lo spettacolo teatrale “Working class zero” sarà in scena domani al Centro di Partecipazione Giovanile (Ex Linificio) a Lodi.
Oggi sul Cittadino e anche sul sito della rivista Walk on Job!!

(CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRE)

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Ultimo evento della rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo” (il cineforum prosegue per tutto maggio!)
Lo spettacolo teatrale sulla precarietà che ha avuto diversi premi e riconoscimenti!
Da non perdere!!

 

SABATO 14 MAGGIO 2011 ore 21.00 – Centro di Partecipazione Giovanile, P.le Forni, Lodi         
WORKING CLASS ZERO – Racconti e lamenti dei giovani di oggi
Spettacolo teatrale della Compagnia degli Equilibristi
In collaborazione con CLAM.

Vincitore Miglior Spettacolo e Miglior Drammaturgia al Festival di Ricerca Teatrale “La Storia SiamoNoi” 2009; Finalista Premio Teatrale Anna Pancirolli 2008; Finalista Premio Giovani Realtà del Teatro 2008
drammaturgia di Roberta Mandelli, Daniela Mandelli e Paolo Bignamini; con Laura Formenti e Alessandro Fantinato; regia di Roberta Mandelli

“Working Class Zero” è un progetto sul precariato.
www.compagniadegliequilibristi.it
L’idea è stata questa: aprire un blog che diventasse un centro di discussione – e di opportunità lavorative – per giovani precari, disoccupati, famiglie che risentivano particolarmente della crisi economica degli ultimi anni. Dagli scambi di idee e dalle storie di vita di queste persone, soprattutto quelle dei ragazzi tra i 25/35 anni è nato il testo di “Working Class Zero”, uno spettacolo ironico e divertente, ma soprattutto vero, che ci invita a riflettere su questa generazione che si è stufata di non rivendicare, che ha lavori precari, conti in banca precari, tutele precarie. Ma non solo: ha anche sentimenti precari.

I protagonisti hanno trentaquattro anni e vivono tra colloqui di lavoro sbagliati e precarietà sentimentale. Disillusi, cinici, si destreggiano tra agenzie interinali, lavori quantomeno originali, corsi formativi molto specifici e tirocini che evitano la dis-occupazione. Ma anche corsi bizzarri con cui fronteggiare la corsa contro il tempo che passa: latino americano prima di tutto, ma anche cucina macrobiotica, potatura di bonsai. E intanto il momento di lasciare “mammà” è sempre più distante e loro si ritrovano a trentaquattro anni ancora in cameretta…
“Working Class Zero” fotografa questa generazione che ha perso i sogni e le attese in modo lucido e (auto) ironico, attraversando tutte le categorie che sono state eliminate nel corso degli ultimi anni: la casa, la famiglia, i figli, il lavoro. Persino il futuro. Lo spettacolo nasce per registrare un quotidiano che nessuno di noi avrebbe mai immaginato di poter vivere, ma che di fatto è diventato la regola, a dispetto delle aspirazioni e delle aspettative dei giovani adulti del 2000.

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INCONTRO IN MUSICA CON MARCO ROVELLI
domenica 8 maggio
Casa del Popolo via Selvagreca, Lodi

ore 18.00 presentazione del libro “Servi – il paese sommerso dei clandestini al lavoro” (ed. Feltrinelli)
ore 19.30 cena a buffet (15 euro, è gradita la prenotazione: casapopolo@gmail.com – 0371/421725)
ore 21.30 concerto: Marco Rovelli – voce e chitarra acustica; Mauro Avanzini – sax e flauto; Lara Vecoli – violoncello
In collaborazione con Casa del Popolo – Ingresso con tessera ARCI
www.marcorovelli.it

Servi (Feltrinelli 2009) è la narrazione di un viaggio nell’Italia dei clandestini al lavoro. A cosa serve produrre clandestini? A produrre servi. Dalle campagne siciliane e del foggiano, fino ai cantieri edilizi e ai mercati del Nord, un racconto da cui emerge il volto crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a forme ottocentesche di sfruttamento. Uno scenario che mai compare sui quotidiani nazionali e che invece rappresenta la dorsale nascosta di un’Italia truce e violenta: l’altra faccia del mito “italiani brava gente”. Marco Rovelli si è mischiato con i clandestini, facendosi raccontare le loro storie finora inascoltate: dal loro racconto emerge anche il volto crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a forme ottocentesche di sfruttamento.

Marco Rovelli (Massa, 11 giugno 1969) è uno scrittore e musicista italiano. Insegna storia e filosofia nelle scuole secondarie. 
Come scrittore, Rovelli è giunto alla notorietà nel 2006, con il libro Lager italiani, un “reportage narrativo” interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un’analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Dal libro è stato tratto un omonimo spettacolo. Suoi racconti e reportage sono apparsi su Nuovi Argomenti, il Manifesto e l’Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana.
Come musicista, dopo l’esperienza col gruppo degli Swan Crash, l’affermazione di Marco Rovelli come cantante è legata alla vicenda musicale dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d’esordio. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista, con il progetto Marco Rovelli LibertAria, con il quale nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell’ambito del Meeting Etichette Indipendenti.

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Da Il Cittadino di oggi l’articolo sulla mostra di Altan: INAUGURAZIONE OGGI ORE 18.30 – Coffee Move, C.so Mazzini 64 Lodi.

(CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRE)

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Inaugurazione sabato 30 aprile 2011 ore 18.30  

Cipputi sui tetti. Francesco Tullio Altan e la crisi
Coffee Move, corso Mazzini 64, Lodi
fino a domenica 15 maggio
La mostra della nostra rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo”,  inserita anche nel “Festival dei comportamenti umani” organizzato dal Comune di Lodi.

Oltre cinquanta opere originali disegnate dalla matita di Altan, fulminanti vignette in bianco e nero e magnifiche tavole a colori, che raccolgono una selezione della sua produzione satirica dagli anni Settanta ad oggi. Un percorso a ritroso che, muovendo dalla recessione economica in corso, raccontala Crisicome andamento cronico della società italiana, quasi un suo dato esistenziale. Al centro di tutto lo sguardo – sempre spietato e sagace – della ‘umanità comune’ che da sempre popola il mondo di Altan e del personaggio che più ne rappresenta la coscienza critica, il metalmeccanico Cipputi. Nel 2010 la mostra è stata allestita al Collecchio Video Film Festival.

Francesco Tullio-Altan (Altan), nato nel 1942 a Treviso, apprezzato dal pubblico come prestigioso vignettista satirico e straordinario autore di fumetti per adulti, è osannato dalla critica per le qualità non solo narrative e grafiche ma anche letterarie delle sue opere.
Oltre a ciò, Altan è anche uno dei maggiori autori italiani per l’infanzia. La sua PIMPA (fumetti, racconti, libri, giochi, serie televisive, opere multimediali, spettacoli teatrali) è il personaggio favorito dei bambini italiani da0 a 7 anni. Un altro, assai noto ai ragazzi, è il camaleonte Kamillo Kromo. E tra quelli per adulti, oltre al famosissimo Cipputi archetipo dell’operaio, pieno d’ironia e di buon senso, e alle bellone sexy dalla battuta pungente, hanno diffusione (non solo italiana) l’avventurosa Ada, lo squallido Friz Melone, il fantastorico Colombo.

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