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Archive for novembre 2008

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Nuova minaccia a Giulio Cavalli
Solidarietà all’attore dal mondo politico, dello spettacolo e della società civile

Giulio Cavalli, autore, attore e regista teatrale, ha ricevuto l’ennesima, insostenibile, minaccia mafiosa lunedì sera.

Durante le prove del suo spettacolo nel teatro di Tavazzano (Provincia di Lodi), infatti, alcuni sconosciuti hanno imbrattato, il furgone della Compagnia di Cavalli con le scritte “Smettila” con una croce accanto, “Non dimentichiamo” e “Riina Libero” – scritta, quest’ultima, che riprende quelle apparse a Palermo pochi giorni fa.

Non è la prima volta che accade. In aprile Cavalli ha ricevuto una email con minacce di morte e successivamente è stata disegnata una bara sul teatro Nebiolo di Tavazzano, di cui è direttore artistico. Le intimidazioni arrivarono dopo il suo spettacolo “Do ut Des” che ridicolizzava la mafia. A causa di queste e altre minacce da 7 mesi l’attore è sotto programma di protezione anche nelle trasferte per i suoi spettacoli.

Giulio Cavalli è da anni impegnato a teatro contro la mafia, e da tre mesi cura una rubrica, RadioMafiopoli, in onda su AgoraVox Italia e FascioeMartello, che si rifà a Onda pazza, la trasmissione di Peppino Impastato, dove l’attore disonorava la mafia. Nella penultima puntata di RadioMafiopoli (12 novembre) l’attore si scagliava contro il boss Totò Riina e probabilmente a qualcuno, questo, non è piaciuto.

Nel frattempo arrivano i primi attestati di solidarietà da parte del mondo civile, dello spettacolo e del giornalismo:

Giovanni Impastato (fratello di Peppino Impastato): “Questi atti sono deplorevoli per una persona impegnata dal punto di vista culturale e artistico che cerca di contribuire a tenere alti i valori della legalità, con la stessa ironia che Peppino, che poi purtroppo è stato zittito, ha portato avanti in quegli anni con la sua trasmissione Onda pazza. L’ironia è un’arma micidiale. Come Giovanni Impastato sono solidale con Giulio Cavalli e cercheremo di stargli vicino in tutti i modi possibili”

Paolo Rossi (attore con cui ha esordito Cavalli): “È un momento molto brutto, ma questo significa che il teatro ha ancora valore e allora su quello bisogna puntare. Tutta la mia solidarietà, tutta.”

Leoluca Orlando (deputato IDV): “Esprimo tutta la mia solidarietà a Giulio Cavalli in questo momento così complicato per le inaccettabili intimidazioni a chi vuole coniugare libertà ed arte a chi vuole denunciare la violenza mafiosa e i suoi inaccettabili legami istituzionali.”

Antonio Ingroia (Sostituto Procuratore di Palermo): “Massima solidarietà e preoccupazione, purtroppo questo segue altri avvenimenti intimidatori come quelli di Partinico nei confronti di Pino Maniaci, e questo dimostra che c’è sempre una maggiore insofferenza delle mafie, non solo contro i giudici, ma anche contro le persone di cultura”

Pino Maniaci (giornalista di TeleJato minacciato dalla mafia): “Giulio Cavalli è un autore e un attore che sta dando tanto alla Sicilia e per questo merita tutto il nostro sostegno. Sono i momenti duri in cui bisogna fare fronte comune per non lasciare che la scure della mafia cada silenziosa. Siamo tutti Giulio Cavalli”

Carlo Lucarelli (scrittore). “È molto inquietante e molto importante quello che è accaduto. Molto inquietante perché in un paese civile non dovrebbe accadere, vista anche la pericolosità dell’organizzazione criminale. È un pezzo che iniziano a minacciare intellettuali e persone che fanno cultura e questo significa che la cultura fa paura, che raccontare le cose inizia a essere importante e ti porta ad essere considerato pericoloso. Non bisogna lasciare solo chi è oggetto di questo tipo di minacce, e allo stesso tempo darci da fare tutti assieme”.

Giuseppe Lumia (Senatore PD ed ex Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia): “La sua battaglia culturale è la nostra e deve essere fatta proprio dallo Stato, dalla parte dello stato che si vuole finalmente liberare dalla mafia. Riina padre e figlio devono essere contrastati in tutti i modi. Col 41 bis Riina padre parla e detta funzioni per la presenza del figlio nel milanese e a Corleone. Per un ragazzo che vuole incamminarsi sulla via di cosa nostra e che vuole scalarne i gradini c’è solo una strada, quella della abiura delle famiglie mafiose e della denuncia. Altre opzioni non ne possiamo concedere.

Sergio Nazzaro (scrittore): “Come volevasi dimostrare: più che i proclami e le grandi dichiarazioni di guerra o analisi sistemiche, trionfa l’ironia. Già, perchè

Cavalli prende per il culo la mafia e li riporta a terra, togliendo l’aurea di mitologia che tanti se non troppi celebrano sempre e comunque. Prendere per il culo la criminalità, combattendola con una risata invece che con facce lugubri e pensierose, intellettual’mpegnat’ sempre pronte a spiegare. Radio Mafiopoli oltremodo cerca di dirci qualcosa: con quelle facce che hanno veramente possono tenere sotto scacco una nazione? Con l’aiuto di chi? Chissà se i grandi media daranno spazio presto all’ironia e allo sfottò su scala nazionale contro le mafie, sarebbe un passo di civiltà. Piccolo per il mondo, grande per noi italiani”.

Pino Di Maula (direttore di Left-Avvenimenti): “La redazione di Left Avvenimenti e Notizie Verdi esprime la propria solidarietà nei confronti di Giulio Cavalli e della sua compagnia teatrale per l’ennesimo vigliacco tentativo di azzittire con le intimidazioni le voci libere, indipendenti e coraggiose che denunciano il sistema mafioso attraverso l’arte e la comunicazione esponendosi in prima persona. Come fa, appunto, Giulio”.

Vito Lo Monaco (Presidente “Centro Studi Pio La Torre”): “Il fatto che avvenga a Lodi dimostra come la mafia sia ormai un fenomeno esteso su scala nazionale, conferma quello che diciamo da tempo. La mafia è un problema che riguarda tutta l’Italia non solo la Sicilia. Le politiche del governo quindi devono tener conto di questa cosa e non seguire l’emergenza del momento. Tutto questo in concomitanza con le dichiarazioni del figlio di Riina di trasferirsi al nord sembrano frutto di una strategia ben precisa. Mi associo e do solidarietà a Giulio Cavalli”.

Vincenzo Conticello (Proprietario della Focacceria San Francesco di Palermo): “Grande solidarietà a Giulio che si senta accompagnato da chi, come me, porta avanti in prima persona la lotta al racket e alla mafia. Da un altro punto di vista penso che non bisogna mai abbassare la guardia perché questo silenzio da parte di Cosa Nostra non va mai sottovalutato perché bisogna sopprimere sul nascere qualunque tipo di focolaio mafioso. Se diamo il consenso alle richieste del figlio di Riina, evidentemente, stiamo già cominciando a scardinare le regole”.

Rosario Crocetta (Sindaco di Gela) : “In Italia non si ha la possibilità di fare liberamente arte. Evidentemente sono stati toccati dei nervi scoperti, do la mia solidarietà netta a Giulio e dichiaro sin da ora la mia disponibilità a partecipare ad un incontro pubblico a Lodi insieme a lui per spiegare alla gente del luogo la mafia e la necessità di combatterla”.

Per informazioni:

Bottega dei Mestieri Teatrali: 335 – 76 86 218
AgoraVox Italia: redazione@agoravox.it 0033 – 1 53 32 46 04
FascioeMartello: redazione@fascioemartello.it 389 – 18 55 235

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La finanza mondiale è in crisi…in questa serata (il prossimo 25 novembre) si cerca di raccontare che cosa è la finanza etica, con la presentazione deIl manuale del risparmiatore etico e solidale. Un’altra finanza per investire e risparmiare i propri soldi nel rispetto delle persone e dell’ambiente” di Marco Gallicani, edito da Altreconomia. Aderisce anche Adelante!
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http://www.radiomafiopoli.org

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Giovedì 6 novembre 2008, ore 21.00 – Biblioteca – P.za Pagano – S. Martino in Strada

La locandina del film

Un film di Saverio Costanzo. Con Lior Miller, Mohammed Bakri, Tomer Ruso, Arin Omary, Hend Ayoub. Genere Drammatico, colore 125 (90) minuti. – Produzione Italia 2004.

Una casa isolata nei Territori occupati è invasa da una pattuglia dell’esercito israeliano che la usa come base operativa. La famiglia palestinese che la abita – due coniugi e cinque figli – è relegata a pianoterra e, di notte, chiusa in una stanza. Gli occupati reagiscono in modi diversi alla presenza degli occupanti e all’autorità di Mohammed, il padre insegnante. In inglese private ha almeno sei significati tra cui “soldato semplice”: si trovano tutti in questo film di basso costo, girato in Calabria, vicino a Riace, dall’esordiente S. Costanzo, figlio d’arte, e scritto con Camilla Costanzo, Alessio Cremonini e Sayed Qashua. Al Festival di Locarno 2004 ha vinto il Pardo d’oro e un premio per M. Bakri, primus inter pares in un racconto corale d’impianto teatrale. Il “fuori” della vicenda è suggerito nella colonna sonora. Il tragico conflitto che oppone israeliani e palestinesi è condensato in un caso esemplare di “resistenza passiva ma non remissiva, non-violenta ma intransigente” (Mauro Caron), guidata dal capofamiglia. Girato con una telecamera digitale a mano addosso ai personaggi, che accresce la claustrofobia della situazione, ma anche la ridondanza. David di Donatello per l’opera prima.

AL LOCARNO FILM FESTIVAL 2004 IL REGISTA HA VINTO IL PARDO D’ORO E IL PREMIO DELLA GIURIA ECUMENICA E ALL’INTERPRETE MOHAMMED BAKRI E’ STATO ASSEGNATO IL PARDO D’ARGENTO.
NASTRO D’ARGENTO 2005 A SAVERIO COSTANZO COME MIGLIOR REGISTA ITALIANO ESORDIENTE.
DAVID DI DONATELLO 2005 A SAVERIO COSTANZO COME MIGLIOR REGISTA EMERGENTE.

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la presentazione
Fari sull’ecomafia nel giallo “civile” di Piero Colaprico
Da sinistra Diego Tavazzi, Piero Colaprico, Michele Merola e Sergio Cannavò.

Da sinistra Diego Tavazzi, Piero Colaprico, Michele Merola e Sergio Cannavò.

Un uomo elegante ritrovato nei pressi di San Siro, coperto di sangue non suo. E poi le indagini partite dalle intuizioni del maresciallo Binda e dall’ispettore Bagni che vanno a scavare nel marcio dell’eco-mafia. Parla di questo L’uomo cannone, il noir dello scrittore e giornalista di «Repubblica» Piero Colaprico, pubblicato nella collana VerdeNero della casa editrice Edizioni ambiente, presentato giovedì all’Archivio storico di via Fissiraga, nella serata organizzata dall’associazione culturale Adelante!. L’idea della piccola casa editrice, nota per le pubblicazioni specialistiche in materia ambientale, nasce dalla collaborazione con Legambiente che stende da anni un rapporto sulle eco-mafie, termine con cui si delineano i reati di criminalità ambientale. «Questo è un episodio come tanti, una storia che si incontra spesso nelle grandi città – ha aggiunto Colaprico – ; da questo episodio vicino alla realtà ho costruito una storia che si snoda a metà tra realtà e invenzione. Ci sono due tipi di luoghi, quelli in cui si pianificano i traffici, che vanno da Milano a Bonn a Lugano, e quelli in cui quei traffici trovano uno spazio fisico dove concretizzarsi, che io ho visualizzato in Chisimaio, una località della Somalia, che è una sorta di buco nero in cui questi rifiuti spariscono e vengono inghiottiti, luoghi difficili in cui i paesi occidentali riescono sempre a fare buoni affari».
Una modalità narrativa che ha accomunato diversi autori, quelli che Colaprico ha definito «la gang del noir», da Giancarlo De Cataldo, a Carlo Lucarelli, a Wu Ming, a Loriano Macchiavelli, a Tullio Avoledo, tutti con la stessa voglia di mettere la propria arte e i propri personaggi a servizio della conoscenza di una causa spesso dimenticata. «Con la collaborazione di Legambiente e il primo rapporto eco-mafie ci siamo resi conto che all’interno di questo progetto c’erano delle storie che valeva la pena raccontare – ha spiegato Diego Tavazzi, coordinatore della collana VerdeNero – e così abbiamo chiesto ad alcuni degli autori di gialli e di noir più celebri in Italia di confrontarsi con queste storie, facendo nascere qualcosa di nuovo con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alle tematiche della criminalità ambientale». Uno studio sistematico quello del rapporto eco-mafia, steso con la collaborazione di forze dell’ordine, istituzioni, capitanerie di porto, magistratura, in cui si traccia una mappa di tutti i reati compiuti nell’anno contro il patrimonio ambientale, come l’operazione Gerione che ha interessato il territorio lodigiano. «Grazie a operazioni come quella di Edizioni Ambiente, oggi è possibile partire di queste tematiche – ha spiegato Sergio Cannavò di Legambiente – ; forse non arriveremo ad avere una serie televisiva sui Noe, il nucleo operativo ecologico dei carabinieri, come esiste quella sui Ris, ma sicuramente molte più persone sanno di cosa stiamo parlando. Qualcuno pensa ancora che questo non sia un problema che ci riguarda da vicino, in realtà se parliamo di numeri, scopriamo che il 50 per cento dei reati ambientali hanno a che fare con la Lombardia». Rossella Mungiello

Il Cittadino, 01.11.2008

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