L’Associazione Culturale Adelante! in collaborazione con Gabriele Dadati vi invita a partecipare al primo LABORATORIO DI SCRITTURA NARRATIVA
Il “Laboratorio di scrittura narrativa” è un luogo in cui si prendono in considerazione opere letterarie per provare a smontarle e a scoprire su quali meccanismi si reggono. Lo scopo è quello di diventare non solo narratori migliori, ma anche e soprattutto lettori che reagiscono ai testi con consapevolezza.
Si tratta di un laboratorio e non di un corso perché la sua natura è quella di mettersi alla prova in prima persona. Oltre alle analisi di opere letterarie – da Dickens a Breat Easton Ellis – verranno infatti proposti degli esercizi che ogni partecipante svolgerà per poi condividerli con gli altri durante gli incontri successivi. Si parlerà in particolare di incipit, di dialoghi ben fatti, di invenzione narrativa e di costruzione della trama.
Il laboratorio si intende articolato in dieci incontri serali da due ore l’uno, a cadenza settimanale, tre dei quali dedicati all’incontro con altrettanti scrittori italiani attivi oggi, che in una lezione-dialogo con Gabriele Dadati e a disposizione delle domande dei partecipanti verranno a parlare di come hanno lavorato su loro particolari libri e su come funziona la loro esperienza di comunicatori.
Il laboratorio inizierà mercoledì 15 febbraio 2012 dalle 20.30 alle 22.30, presso la bottega di Iskra in via lodino 16/18 a Lodi. E’ prevista una quota di partecipazione che comprende, oltre agli incontri, anche materiale informativo e una copia del libro “(Non) un corso di scrittura e narrazione” di Giulio Mozzi, Terre di Mezzo Editore
Saranno ospiti del laboratorio: CHICCA GAGLIARDO: scrittrice e giornalista di “Glamour”. MATTEO B. BIANCHI: scrittore e autore televisivo di “Very Victoria”. MICHELE MONINA: scrittore, ha lavorato per MTV e Italia 1, ha tradotto libri di Lou Reed ed Eminem, Palahniuk e Nick Cave, ha scritto su “Rolling Stone”, “GQ” e “Marie Claire”
GABRIELE DADATI: scrittore e editor per Laurana Editore. Ha pubblicato Sorvegliato dai fantasmi (peQuod, 2006; Barbera, 2008), premio Dante Graziosi e finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Il libro nero del mondo (Gaffi, 2009). Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto Scritturegiovani di Festivaletteratura di Mantova. Collabora con Booksweb.tv e scrive su “Libertà. L’ultimo suo romanzo Piccolo Testamento è pubblicato da Laurana ed. Collabora con Giulio Mozzi alla Bottega di Narrazione presso Laurana e insegna in diversi corsi di scrittura creativa. PER INFORMAZIONI: scrivere a info@adelantelodi.org, 338 8094482
“PICCOLO TESTAMENTO” A LODI LUOGO, UN APPARTAMENTO GIOVEDI’ 27 OTTOBRE ORE 21,15
Per partecipare scrivete a info@adelantelodi.org
“Piccolo testamento” è un romanzo dolente e intimo, che si svolge tutto nell’arco di una notte e ha come ambientazione le stanze di un appartamento. Il protagonista, tra l’altro, somiglia un bel po’ a Gabriele Dadati, che di “Piccolo testamento” è autore. Per questi motivi – il breve arco temporale, l’ambientazione ristretta, il profilo dell’io narrante – s’è pensato di evitare le tradizionali presentazioni nelle librerie, ma di… organizzare una specie di pellegrinaggio nelle case dei lettori, che accogliendo romanzo e romanziere è come se vedessero attorno a loro dipanarsi la storia nascosta nelle pagine.
IL ROMANZO
Nell’arco di una lunga notte, la storia di una grande amicizia.
In un’afosa notte di giugno un giovane di neanche trent’anni si sveglia, si alza dal letto nel quale giace una ragazza che non ama ed esce sul terrazzino a fumare. Ripensa a Vittorio, intellettuale cinquantenne, uomo curioso e rigoroso, amabile e solitario, morto un mese prima: un tumore al cervello gli ha mangiato il corpo, la libertà, la parola. Il giovane era diventato, non per obbligo scolastico ma per elezione, il suo allievo. Quasi il figlio adottivo. E la morte del padre adottivo ha fatto coagulare in lui le sostanze più preziose dell’insegnamento ricevuto: la passione argomentativa, la disponibilità, il sentimento di essere custode di un bene. Questo si racconta in Piccolo testamento, romanzo intessuto di esperienza vera. La storia di un’educazione, di una perdita e di un’eredità. Una storia molto personale, certo, ma anche un capitolo di storia di questa Italia che va in disfacimento, e forse morirà, senza lasciare ai propri figli un’eredità precisa: un’educazione al lavoro del pensiero, un gusto per la bellezza, un desiderio di nitidezza, una capacità di dire sì e di dire no. Il giovane è uno di quei figli d’Italia che, grazie al gioco del caso e al proprio merito, quell’eredità è riuscito a conquistarsela, accettando insieme la responsabilità che ne consegue. Da anni non si leggeva un romanzo così corporale e insieme così intellettuale. Così privato e insieme così pubblico, civile.
L’AUTORE
(Piacenza, 1982) ha pubblicato Sorvegliato dai fantasmi (peQuod, 2006; Barbera, 2008), premio Dante Graziosi e finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Il libro nero del mondo (Gaffi, 2009). Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto Scritturegiovani di Festivaletteratura di Mantova. Collabora con Booksweb.tv e scrive su “Libertà”. E’ consulente ed editor per Laurana editore.
Martedì 5 luglio 2011 - ore 21.15
presso Casa del Popolo, via Selvagreca – Lodi
Associazione culturale Adelante!, Casa del Popolo, Libreria Sommaruga
presentano
ECLISSE DELLA DEMOCRAZIA
di Lorenzo Guadagnucci e Vittorio Agnoletto
editore Feltrinelli Sarà presente VITTORIO AGNOLETTO
DIBATTITO PUBBLICO/INGRESSO LIBERO
Vittorio Agnoletto, all’epoca portavoce del Genoa social forum, e Lorenzo Guadagnucci, giornalista che si trovava nella scuola Diaz al momento del sanguinoso blitz, ripercorrono le giornate del luglio 2001 e portano alla luce, anche grazie al contributo di “voci” interne agli apparati dello stato, i tentativi di bloccare le inchieste, di condizionare i testimoni, di screditare gli inquirenti e indirizzare i processi. Enrico Zucca, pm al processo sui fatti della Diaz, per la prima volta racconta i retroscena dell’inchiesta più delicata ed esplosiva. Il bilancio del G8 di Genova, per la nostra democrazia, è impietoso: nel luglio 2001 vi è stata una caduta di legalità costituzionale, mai più sanata. Un ragazzo di 23 anni, Carlo Giuliani, è stato ucciso in piazza. Alimonda da un carabiniere. Alla scuola Diaz una perquisizione si è manifestata con i segni della mattanza, con pestaggi sistematici e l’arresto di 93 persone sulla base di prove false. Nella caserma di polizia di Bolzaneto si è praticata la tortura. Le inchieste della magistratura hanno portato alla condanna in secondo grado di decine di agenti, funzionari e dirigenti delle forze dell’ordine, inclusi i massimi vertici della polizia di stato e dei servizi segreti. Sono esiti giudiziari clamorosi, senza precedenti. Eppure tutti i condannati, svergognati da ricostruzioni dei fatti rigorose, sono rimasti al loro posto, con l’avallo dell’intero arco politico parlamentare. Il tragico luglio genovese del 2001 ha lasciato una pericolosa ferita aperta nella società italiana e nelle sue istituzioni. In questo libro si racconta il volto autentico (finora nascosto) del G8 di Genova e la sua eredità: un tracollo dei valori democratici, ma anche una proposta culturale e politica che resta vitale. Un racconto vero, non un romanzo. Il finale è ancora da scrivere, e riguarda tutti.
Il quarto film del cineforum sul lavoro, inserito nella rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo”. In questo film siamo protagonisti anche noi lodigiani!
Un film ispirato alla vicenda del crack Parmalat in cui è stato coinvolta anche la Banca Popolare di Lodi e il suo ex presidente Fiorani.
MARTEDI’ 24 MAGGIO 2011
Il gioiellino Un film di Andrea Molaioli. Con Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum, Lino Guanciale, Fausto Maria Sciarappa. Drammatico, durata 110 min. – Italia, Francia 2011
La Leda è una delle maggiori aziende agro-alimentari del Paese: ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori. Quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia – malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che il mercato richiede a Leda. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite. La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.
Il terzo film del cineforum sul lavoro, inserito nella rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo”, organizzato in collaborazione con l’Associazione della Cisl Lodigiana Mario Miretta – ONLUS.
MARTEDI’ 17 MAGGIO 2011
I lunedì al sole Un film di Fernando León de Aranoa. Con Javier Bardem, Luis Tosar, José Ángel Egido, Nieve de Medina Titolo originale Los lunes al sol. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 115 min. – Francia, Spagna, Italia 2002.
Spagna, una città del nord che deve fronteggiare i problemi della crisi industriale. Santa, Josè, Lino, Reina, Amador, Serguei: amici da sempre, che dopo aver perso il lavoro ai cantieri navali, consumano i giorni tra bevute al bar, discorsi filosofici, e improbabili ricerche di nuove occupazioni. Fra le malinconie di un futuro difficile e le gioie momentanee che scrosciano all’improvviso. Sempre pronti a non dimenticare l’unico bene prezioso che è rimasto loro: la dignità. Investito da un diluvio di Premi Goya (l’equivalente spagnolo dei nostri David), il film è una godibile commedia che si avvale di una scrittura sapiente e, soprattutto, di una recitazione magistrale di tutti gli attori, in special modo di Bardem, giunto ormai ad una fantastica maturità espressiva. Posizionandosi fra il Loach meno manicheo (quello di Piovono pietre e Riff raff, per intenderci) ed il Kaurismaki più solare, de Aranoa confeziona un piccolo capolavoro: commuove senza indisporre, fa riflettere senza essere saccente, e talora trova anche il tempo di farci divertire.
Lo spettacolo teatrale “Working class zero” sarà in scena domani al Centro di Partecipazione Giovanile (Ex Linificio) a Lodi. Oggi sul Cittadino e anche sul sito della rivista Walk on Job!!
Ultimo evento della rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo” (il cineforum prosegue per tutto maggio!) Lo spettacolo teatrale sulla precarietà che ha avuto diversi premi e riconoscimenti! Da non perdere!!
SABATO 14 MAGGIO 2011 ore 21.00 - Centro di Partecipazione Giovanile, P.le Forni, Lodi WORKING CLASS ZERO – Racconti e lamenti dei giovani di oggi Spettacolo teatrale della Compagnia degli Equilibristi In collaborazione con CLAM.
Vincitore Miglior Spettacolo e Miglior Drammaturgia al Festival di Ricerca Teatrale “La Storia SiamoNoi” 2009; Finalista Premio Teatrale Anna Pancirolli 2008; Finalista Premio Giovani Realtà del Teatro 2008 drammaturgia di Roberta Mandelli, Daniela Mandelli e Paolo Bignamini; con Laura Formenti e Alessandro Fantinato; regia di Roberta Mandelli
“Working Class Zero” è un progetto sul precariato. www.compagniadegliequilibristi.it L’idea è stata questa: aprire un blog che diventasse un centro di discussione – e di opportunità lavorative – per giovani precari, disoccupati, famiglie che risentivano particolarmente della crisi economica degli ultimi anni. Dagli scambi di idee e dalle storie di vita di queste persone, soprattutto quelle dei ragazzi tra i 25/35 anni è nato il testo di “Working Class Zero”, uno spettacolo ironico e divertente, ma soprattutto vero, che ci invita a riflettere su questa generazione che si è stufata di non rivendicare, che ha lavori precari, conti in banca precari, tutele precarie. Ma non solo: ha anche sentimenti precari.
I protagonisti hanno trentaquattro anni e vivono tra colloqui di lavoro sbagliati e precarietà sentimentale. Disillusi, cinici, si destreggiano tra agenzie interinali, lavori quantomeno originali, corsi formativi molto specifici e tirocini che evitano la dis-occupazione. Ma anche corsi bizzarri con cui fronteggiare la corsa contro il tempo che passa: latino americano prima di tutto, ma anche cucina macrobiotica, potatura di bonsai. E intanto il momento di lasciare “mammà” è sempre più distante e loro si ritrovano a trentaquattro anni ancora in cameretta… “Working Class Zero” fotografa questa generazione che ha perso i sogni e le attese in modo lucido e (auto) ironico, attraversando tutte le categorie che sono state eliminate nel corso degli ultimi anni: la casa, la famiglia, i figli, il lavoro. Persino il futuro. Lo spettacolo nasce per registrare un quotidiano che nessuno di noi avrebbe mai immaginato di poter vivere, ma che di fatto è diventato la regola, a dispetto delle aspirazioni e delle aspettative dei giovani adulti del 2000.
Dopo il successo del primo film, secondo appuntamento con il cineforum ul lavoro, inserito nella rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo”, organizzato in collaborazione con l’Associazione della Cisl Lodigiana Mario Miretta – ONLUS. MARTEDI’ 10 MAGGIO 2011
Si può fare Un film di Giulio Manfredonia. Con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Bebo Storti. Commedia, durata 111 min. – Italia 2008. – Warner Bros Italia uscita venerdì 31 ottobre 2008.
Milano, primi anni ’80. Nello è un sindacalista dalle idee troppo avanzate per il suo tempo. Ritenuto scomodo all’interno del sindacato viene allontanato e “retrocesso” al ruolo di direttore della Cooperativa 180, un’associazione di malati di mente liberati dalla legge Basaglia e impegnati in (inutili) attività assistenziali. Trovandosi a stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti e scovate in ognuno di loro delle potenzialità, decide di umanizzarli coinvolgendoli in un lavoro di squadra. Andando contro lo scetticismo del medico psichiatra che li ha in cura, Nello integra nel mercato i soci della Cooperativa con un’attività innovativa e produttiva.
INCONTRO IN MUSICA CON MARCO ROVELLI domenica 8 maggio Casa del Popolo via Selvagreca, Lodi
ore 18.00 presentazione del libro “Servi – il paese sommerso dei clandestini al lavoro” (ed. Feltrinelli) ore 19.30 cena a buffet (15 euro, è gradita la prenotazione: casapopolo@gmail.com – 0371/421725) ore 21.30 concerto: Marco Rovelli – voce e chitarra acustica; Mauro Avanzini – sax e flauto; Lara Vecoli – violoncello In collaborazione con Casa del Popolo – Ingresso con tessera ARCI www.marcorovelli.it Servi (Feltrinelli 2009) è la narrazione di un viaggio nell’Italia dei clandestini al lavoro. A cosa serve produrre clandestini? A produrre servi. Dalle campagne siciliane e del foggiano, fino ai cantieri edilizi e ai mercati del Nord, un racconto da cui emerge il volto crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a forme ottocentesche di sfruttamento. Uno scenario che mai compare sui quotidiani nazionali e che invece rappresenta la dorsale nascosta di un’Italia truce e violenta: l’altra faccia del mito “italiani brava gente”. Marco Rovelli si è mischiato con i clandestini, facendosi raccontare le loro storie finora inascoltate: dal loro racconto emerge anche il volto crudele del nostro capitalismo, ritornato in alcune aree e comparti a forme ottocentesche di sfruttamento.
Marco Rovelli (Massa, 11 giugno 1969) è uno scrittore e musicista italiano. Insegna storia e filosofia nelle scuole secondarie. Come scrittore, Rovelli è giunto alla notorietà nel 2006, con il libro Lager italiani, un “reportage narrativo” interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un’analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Dal libro è stato tratto un omonimo spettacolo. Suoi racconti e reportage sono apparsi su Nuovi Argomenti, il Manifesto e l’Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Come musicista, dopo l’esperienza col gruppo degli Swan Crash, l’affermazione di Marco Rovelli come cantante è legata alla vicenda musicale dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d’esordio. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista, con il progetto Marco Rovelli LibertAria, con il quale nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell’ambito del Meeting Etichette Indipendenti.
Stasera We want sex - Regia: Nigel Cole. Gran Bretagna, 2010 (sotto il trailer). Ore 21.15, ingresso 3 euro – Cinema Fanfulla, viale Pavia 4, Lodi
Primo appuntamento con il cineforum sul lavoro, inserito nella rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo”, organizzato in collaborazione con l’Associazione della Cisl Lodigiana Mario Miretta – ONLUS. Il cineforum proseguirà per tutti i martedì di maggio. Tutte le proiezioni iniziano alle 21.15, ingresso 3 euro – Cinema Fanfulla, viale Pavia 4, Lodi
MARTEDI’ 3 MAGGIO 2011 We want sex - Regia: Nigel Cole. Gran Bretagna, 2010
MARTEDI’ 10 MAGGIO 2011 Si può fare - Regia: Giulio Manfredonia. Italia, 2008
MARTEDI’ 17 MAGGIO 2011 I lunedì al sole - Regia: Fernando León de Aranoa. Francia, Spagna, Italia, 2002
MARTEDI’ 24 MAGGIO 2011 Il gioiellino - Regia: Andrea Molaioli. Italia, Francia, 2011
MARTEDI’ 31 MAGGIO 2011 Il responsabile delle risorse umane - Regia: Eran Riklis. Israele, Germania, Francia, 2010.
Il cineforum è alla seconda edizione, dopo quella dello scorso anno. Il cineforum proseguirà per tutti i martedì di maggio, offrendo un’ampia varietà di temi sia per il genere (commedie e film drammatici), sia per la nazionalità (due film italiani, un inglese, e due produzioni europee ed internazionali). Nei film si parla di aziende in crisi, di lavoratori pronti a reinventarsi professionalmente e umanamente, lotte sindacali, licenziamenti, precarietà, pari opportunità, cooperative sociali (ed anche le truffe come quelle raccontate nel recentissimo film “Il gioiellino” che ripercorre la storia di Parmalat che ha visto tristemente coinvolto anche il nostro territorio). Insomma un mondo variegato che ben rappresenta gli intenti della rassegna “Il lavoro mobilita l’uomo” che sta cercando di raccontare proprio la complessità e i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro di oggi. Molti dei film selezionati hanno ricevuto diversi riconoscimenti e premi.